Il Test Kinesiologico
Il Test Kinesiologico

Il Test Kinesiologico

Cos’è il test kinesiologico

La kinesiologia applicata (da non confondersi con la chinesiologia) è una disciplina bio-energetica che viene utilizzata in molti campi professionali, soprattutto olistici, e che utilizza il test muscolare come strumento di misura di uno squilibrio del nostro corpo, attraverso la misurazione della forza.

La nostra Salute consiste nell’equilibrio di 3 elementi: la nostra STRUTTURA attraverso il sistema scheletrico, muscolare e fasciale, la componente BIOCHIMICA che controlla la funzionalità ghiandolare, le carenze e gli eccessi dei nutritivi o le intolleranze e la PSICHE, come interfacciamento al mondo esterno attraverso una gestione corretta ed equilibrata di tutti gli stati emotivi che costantemente si alternano nella vita.

Quando uno di questi elementi va in squilibrio (ipo o iper) automaticamente altera anche gli altri due ed è per questo che ad ogni variazione somatica ne corrisponde una psichica collegata; la PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia) ha dimostrato poi che tali variazioni riguardano anche il sistema endocrino, andando a modificare i fattori ormonali, umorali o comunque biochimici e la Medicina Tradizionale Cinese conosce questi collegamenti da millenni.
Il test kinesiologico attiva una risposta muscolare inconscia ed immediata producendo un SI o un NO alla nostra domanda o verifica.
Una risposta che mantenga la forza muscolare o addirittura la aumenti andrà considerato come un SI alla nostra domanda o come un assenso per la sostanza che abbiamo toccato e testato; una perdita di forza, invece, andrà intesa come un NO, come una informazione non coerente, non vera rispetto al nostro pensiero o come un dissenso dall’entrare in contatto con la sostanza toccata.
Al corpo possiamo chiedere qualunque cosa lo riguardi e, attraverso le memorie cellulari che dal corpo stesso sono costantemente lette ed organizzate a velocità fotonica, possiamo ottenere una risposta chiara.
Quando facciamo una affermazione che non è coerente (ed il nostro corpo lo sa perché non mente) si viene a creare istantaneamente una sorta di cortocircuito informazionale per cui il muscolo indicatore perde forza. Un semplice contro-test può essere effettuando esprimendo la stessa informazione in modo coerente. Un tipico esempio sta nel pronunciare il proprio nome (es. “Mi chiamo Marco”) e testare il muscolo indicatore scelto che rimarrà forte; esprimendo un nome differente (es. “Mi chiamo Andrea”) lo stesso muscolo perderà immediatamente forza, segnalando che l’informazione non è allineata con la realtà. Esprimendo nuovamente il proprio nome corretto e ripetendo il test, la forza muscolare ritorna immediatamente.

Andando a verificare tutte e tre le componenti dell’equilibrio sarà possibile testare anche domande rivolte al piano interiore/emotivo.
Molto spesso con forti emozioni (la rabbia ad esempio) usciamo completamente dalla nostra sfera di equilibrio e ci proiettiamo mentalmente (ed a volte anche fisicamente) su un’altra persona. La comune espressione “stare fuori”, ad esempio, ci espone nel dire, fare e pensare cose che in realtà sappiamo non appartenerci e che non faremmo mai nella nostra normalità, nel nostro equilibrio.

A cosa serve

Le principali modalità di utilizzo sono il test muscolare diretto, in cui la risposta muscolare conferma o meno l’informazione espressa, e la TL (Therapy Localization) che attraverso la risposta muscolare ed una “sonda”, fatta semplicemente con la nostra mano, fornisce un bio-feedback mirato ed immediato sullo stato di salute di un organo.
Il test kinesiologico serve semplicemente a visualizzare uno stato, una condizione o una informazione del corpo, fornendo una risposta binaria: SI o NO.
Non può fornirci alcuna indicazione sulla origine del problema ma può verificarne l’esistenza e predirne le interazioni.
Ogni disciplina può poi valutare nel proprio ambito le informazioni derivanti dal test kinesiologico e le trasformerà in segnali, indicazioni, elementi da valutare in un quadro più ampio e globale.

Le origini

La Chinesiologia applicata è nata intorno agli anni ’60 ad opera del chiropratico americano George Goodhearth.
L’estrema curiosità di quest’uomo lo ha portato a sperimentare, e validare, che ci sono delle interazioni precise tra organi e muscoli e che la disfunzione di un organo può essere manifestata da un muscolo (ad esempio i quadricipiti perdono forza in presenza di disturbi all’intestino).
Queste conoscenze sono alla base di tutte le discipline che si occupano della biomeccanica corporea che si applicano costantemente sui muscoli e sulle loro reazioni, fornendoci chiare indicazioni sul livello di salute attuale del soggetto verificato.
Lo sviluppo delle conoscenze collegate all’analisi della ipotonicità ed ipertonicità muscolare ha aperto orizzonti vastissimi sulle possibili interazioni e relazioni tra i muscoli e gli organi interni, a livello diretto ed indiretto, informazioni che per quanto non riconosciute dalla medicina tradizionale di fatto esistono, con la loro evidenza e sistematicità.

Efficacia, attendibilità e sicurezza

Le innumerevoli esperienze di Goodhearth, e di moltissimi altri in seguito, ha portato a disporre oggi di mappature di riferimento vastissime, basate su una evidenza empirica e confermate da verifiche procedurali che non lasciano dubbi sulle informazioni che il sistema muscolare fornisce attraverso gli impulsi nervosi di facilitazione/inibizione.
Ovviamente il quadro funzionale identificato andrà sempre riconsiderato in un ambito globale di interazione con tutto il corpo.
La TL (Therapy Localization o Localizzazione Terapeutica) è una tecnica semplice ma efficace di localizzazione di un problema in abbinamento al test muscolare. Ogni indicazione rilevata andrà comunque valutata in un quadro globale della situazione di salute.
La TL è infallibile ed è indipendente dalla volontà del paziente e dalle intenzioni del terapeuta, oltre ad essere totalmente innocua.
Essa fornisce un bio-feedback istantaneo che rileva un cambiamento di condizioni, un’interferenza che andrà valutata “sempre” in modo incrociato con altre informazioni, indicando semplicemente una zona attiva e non fornendo una diagnosi.

Chi lo utilizza e come

Il test kinesiologico è utilizzato comunemente da operatori olistici, naturopati, omeopati ed anche da alcuni medici.
Viene spesso effettuato per verificare quale rimedio omeopatico sia più indicato, per individuare intolleranze alimentari verso alcuni alimenti o mix di alimenti.
Il test viene usato anche per scegliere i Fiori di Bach più adatti al momento ed alcuni dentisti lo utilizzano per testare eventuali intolleranze all’anestetico prima della somministrazione.
L’utilizzo più affascinante rimane comunque nelle risposte che può fornire a livello interiore, permettendo di evidenziare ciò che fa veramente bene al nostro corpo e non solo alla nostra mente.
La Nutripuntura® utilizza il test muscolare, insieme ad altri strumenti, per effettuare istantaneamente un’analisi delle Correnti Vitali e, più professionalmente, per la verifica delle memorie cellulari e della loro corretta integrazione a livello corticale, favorendone l’autoregolazione.

Autotest muscolare, TL e test kinesiologico con operatore (come si fa)

Il test kinesiologico può essere effettuato da soli (autotest) o tramite un’altra persona.
E’ importante sapere che non tutte le altre persone, o meglio non tutte le condizioni delle altre persone, vanno bene per il test.
Trattandosi di un bio-feedback l’eventuale operatore dovrebbe essere certo di non entrare in risonanza con la persona testata, cosciente di non avere anche lui il problema che potrebbe essere evidenziato dal test o di esserne adeguatamente schermato.
Per questo il test muscolare, per quanto semplice ed affidabile, andrebbe effettuato da professionisti, non solo per una risposta più attendibile ma soprattutto per una valutazione di insieme più adeguata e coerente.
Autotest muscolare
Ci sono vari modi per testarsi da sé; il più pratico ed efficace utilizza gli o-ring con le dita delle mani.
Come nella foto si chiudono tra loro due anelli formati da pollice ed indice delle mani.

o-ring (mudra)

La forza che andrà applicata per la chiusura non dovrà essere eccessiva, diciamo quella necessaria per non far cadere un ipotetico foglio di carta che abbiamo tra le dita. A questo punto esprimiamo una affermazione certa (solitamente “Mi chiamo xxxx”) e proviamo a forzare in apertura i due anelli; le dita dovrebbero “tenere”, almeno fino ad un certo punto, alla sollecitazione.
Riproviamo, stavolta esprimendo un nome diverso (“Mi chiamo yyyy”) e ritestiamo la resistenza degli anelli; stavolta dovrebbero sganciarsi con molta più facilità, evidenziando l’incoerenza dell’informazione espressa attraverso una perdita di forza.
Analogo esperimento potreste effettuarlo mettendo di fronte a voi una mela e dicendo “Questa è una mela”, testare la resistenza dell’anello e riprovare esprimendo “Questa è una pera”; il risultato dovrebbe essere evidente.
A questo punto potranno essere poste al corpo tutte le altre domande che vogliamo ed una tenuta di resistenza andrà considerata un SI mentre un anello che si apre come un NO.
Tutti possono (e dovrebbero) conoscere a fondo ed utilizzare costantemente questo strumento tanto semplice quanto affidabile ma è soltanto con l’utilizzo continuo che si ottengono le risposte più chiare, entrando in piena sintonia con quella parte di noi che ci fornisce il segnale rispetto ad una specifica “informazione”.
L’allenamento è importante per l’affidabilità dei test e col tempo le incoerenze informazionali possono essere percepite anche attraverso i soli sensi.
E’ importante ricordare in tutti i test kinesiologici che all’inizio va SEMPRE verificata la corrispondenza della forza muscolare con l’informazione coerente, così come al termine dopo le varie fasi di verifica.
Più avanti vedremo gli elementi a cui prestare attenzione per far sì che il nostro test sia il più possibile preciso ed evidente.

Per la TL (Therapy Localization) sarà necessario l’intervento di un operatore.
Pollice e mignolo di una mano andranno a toccarsi a formare un anello e le 3 dita centrali distese ed affiancate andranno poggiate sul punto da ispezionare/verificare (questa sarà la “sonda”).
Con l’altra mano viene fatto un o-ring con pollice ed indice che l’operatore cercherà di aprire con il test muscolare.
Se le 3 dita della “sonda” vengono poggiate su una zona dolorante o compromessa, l’o-ring dell’altra mano si aprirà con facilità, ad indicare che quello individuato è un punto critico per qualche motivo.

Per il test muscolare “informazionale”, che è quello da noi più utilizzato, viene utilizzato un braccio, coinvolgendo l’articolazione della spalla.
Questo gruppo muscolare risulta il più pratico ed evidente, come risposte, nella maggior parte dei casi.
Il test, effettuato stando in piedi e tramite operatore, consiste nell’alzare un braccio lateralmente fino a portarlo all’incirca parallelo al pavimento.
Dopo l’espressione della affermazione da parte della persona testata, l’operatore applica all’altezza del polso una pressione verso il basso e la persona deve cercare di resistere a questa spinta.

Con una informazione coerente (SI) il braccio resisterà alla pressione mentre con una espressione incoerente (NO) il braccio perderà immediatamente forza, segnalando (sempre indipendentemente dalla volontà del soggetto e dell’operatore) che quella informazione non è vera o che la sostanza in cui si è in contatto non va bene per la persona.


Anche qui è importante non andare in risonanza/dissonanza informazionale e quindi poter confermare in modi diversi alcuni test.
In rari casi può accadere che ci sia una perdita di forza anche affermando il nostro nome corretto; questo può verificarsi in caso di forti cali energetici (c.d. Yang -), di forti effetti farmacologici o in caso di ipertonicità muscolare. In tali casi l’autotest non sarà effettuabile e soltanto un professionista olistico potrà riequilibrare gli elementi di base per una corretta proiezione identitaria (c.d. Yang +).
Un professionista olistico conosce varie modalità di svolgimento del test al fine di escludere dei falsi positivi (che potrebbero venire, ad esempio, da una sua allergia, e non del soggetto, verso la sostanza in test.
Effettuando il test dell’identità, quindi, esprimendo il proprio nome “Mi chiamo xxxx” ed effettuando subito dopo il test muscolare, il braccio rimarrà forte mentre dicendo di chiamarsi diversamente, il braccio o perderà forza.
Basterà prendere in mano una mela (se non si è allergici ad essa) e farsi testare muscolarmente e verificare il mantenimento della forza; prendendo in mano invece un pacchetto di sigarette o un bicchiere con bevanda alcolica il nostro braccio cederà, a significare che quelle sostanze non sono affatto gradite dal nostro corpo; la mente soltanto potrebbe farcene sentire il bisogno ed arrivare anche a generare dipendenze vere e proprie da sostanze tossiche. E’ questo un esempio di squilibrio nel triangolo della salute suindicato in cui la sfera psichica eccede, favorendo uno squilibrio biochimico che si rifletterà anche come alterazione strutturale, dando spazio a disturbi che possono evolvere in disfunzioni prima ed in vere e proprie patologie poi.

Il controllo degli equilibri energetici di tutte e 3 le componenti della salute è facilmente verificabile attraverso gli screening di Nutripuntura® che possono evidenziarne anche le interazioni funzionali a livello psicosomatico, oltre alla verifica delle informazioni cellulari delle Correnti Vitali interessate.

Errori da evitare per il test

Ci sono alcuni elementi che vanno tenuti in considerazione in vista di un test kinesiologico, sia da parte dell’operatore che da parte della persona testata:
– entrambi devono sgombrare il più possibile la mente dalla anticipazione dei risultati del test, rischiando di chiudere “mentalmente” il canale diretto di comunicazione del corpo attraverso l’inconscio;
– il braccio (o il muscolo) utilizzato nel test non deve essere dolorante (ad es. a causa di traumi/reumatismi/etc.);
– le domande devono essere “chiuse”, prevedendo come risposta soltanto un SI o un NO;
– le affermazioni da testare dovrebbero essere sempre positive (non dovrebbero contenere negazioni che potrebbero confondere la risposta); ad esempio se volessi verificare tramite il test che “non mi piacciono i broccoli” non dovrei esprimere questa frase ed aspettarmi un SI (mantenimento della forza); dovrei piuttosto girare la domanda in positivo “mi piacciono i broccoli” e constatare che la forza muscolare si perde in un NO.
Questo è un consiglio, secondo la mia esperienza, dovuto al fatto che il cervello non considera le negazioni (tipico è l’esempio: Non pensate ad un elefante rosa. > A cosa avete pensato?!?).
Va considerato che la risposta è del corpo, del tutto inconscia mentre la domanda è conscia, in quanto elaborata mentalmente e quindi le negazioni potrebbero generare confusione nelle risposte;
– verificare sempre la propria identità come primo test, verificare la perdita di forza con altro nome e poi riverificarla correttamente prima di procedere ad altri test;
– prendetevi del tempo per i test; bisogna considerare, almeno all’inizio, che troppe domande/risposte portate in rapida sequenza potrebbero confondere l’interpretazione delle risposte;
– la persona testata, per fornire risposte attendibili, deve trovarsi in equilibrio nel proprio collocamento spazio-temporale, dovrebbe cioè essere nel Qui ed Ora.
Il professionista olistico dispone di tecniche e strumenti, secondo la propria disciplina, per stabilire questa condizione se necessario.

Il test kinesiologico è la nostra “macchina della verità”, uno strumento potente ed affidabile che abbiamo da sempre a disposizione e che dovremmo tutti imparare ad utilizzare nel nostro ambito, nella nostra quotidianità, a partire da bambini.
Non è mai troppo presto (né troppo tardi) per iniziare a conoscersi profondamente e sviluppare la capacità di “percepire” ciò che è bene per noi e ciò che non lo è.
Per bambini e ragazzi, oltre ad essere divertente, risulta anche uno strumento altamente educativo, portandoli ad una maggiore consapevolezza di sé e del concetto di verità collegata alla realtà che non può essere nascosta, stimolando l’onestà interiore ed il rispetto di se stessi.
E’ il modo migliore per entrare pienamente in contatto con la nostra identità e la nostra essenza, uniche tra tutte, con la certezza di esprimerle costantemente in modo corretto in ogni azione della nostra vita, generando appagamento e garantendo salute e benessere ad ogni età ed in ogni condizione.

Conoscersi per Riconoscersi

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