L’Uomo e la Vista
Tra i 5 sensi per l’Uomo quello della vista è sicuramente il più importante.
Fin dalla preistoria l’essere umano ha sempre più barattato l’affinamento del senso della vista a scapito degli altri sensi, primo fra tutti l’olfatto.
Nel corso dell’evoluzione l’area cerebrale destinata alla elaborazione delle informazioni visive è diventata di gran lunga la più vasta tra tutte.
La vista permette di relazionarsi col mondo esterno, di acquisire immagini ed informazioni che vengono invertite, scomposte, proiettate, elaborate, selezionate, ricomposte, rielaborate, comunicate ed immagazzinate a velocità fotonica, entrando a far parte di noi, del nostro vissuto, delle nostre esperienze e quindi condizionando in futuro le nostre valutazioni e scelte.
Per avere un’idea di quante informazioni abbiamo ricevuto e riceviamo costantemente dagli occhi è sufficiente fare un piccolo confronto con la memoria (che sappiamo l’essere umano utilizza soltanto in minima parte rispetto alle sue possibilità).
Probabilmente non ricordiamo molti degli eventi vissuti, nell’ordinaria quotidianità, momenti passati a scuola, al lavoro, tra amici, in famiglia o da soli a meno che non andiamo a scavare nell’inconscio ed utilizzare degli ancoraggi per richiamare alla memoria un momento particolare (ad esempio dove si trovano i campi dove nostro figlio ha giocato le sue prime stagioni di calcio).
Scavare nella memoria può essere molto arduo e la certezza di aver “estratto” tutte le informazioni è relativa all’importanza che ogni singolo evento ci ha fatto vivere.
Con la vista è differente.
Quante volte vi è capitato, anche camminando in auto, e di dire “Qui ci sono già stato”, avvertendo una sensazione di coerenza visiva?
Anche la sensazione di aver visto già una persona estranea è dovuta sicuramente al fatto che la avete precedentemente incontrata, magari su un autobus dove il vostro sguardo l’ha percepita per alcuni attimi insieme agli altri (perché da qualche parte si guarda sempre). Non la conoscete, non vi siete mai relazionati con lei ma il vostro cervello ha confrontato quell’immagine percepita con tutte quelle presenti nell’archivio visivo della vostra vita ed ha segnalato un riscontro.
Nel bene e nel male la vista acquisisce ed invia informazioni, anche quelle che non vorremmo acquisire, che non ci piacciono o che nemmeno riconosciamo.
E’ attraverso la vista che diamo un significato ad ogni immagine che entra poi a far parte del nostro “calderone” delle acquisizioni.
E se ad un’immagine è associata un’emozione allora tale immagine sarà in grado di rievocare quell’emozione anche al solo pensiero.
Può essere l’immagine di un bel tramonto sul mare cui abbiamo assistito o le forme armoniose degli storni con i loro voli geometrici; ma possono essere un tramonto sul mare di una scena di naufraghi e quindi l’avvicinarsi dell’oscurità, ed il volo degli uccelli del film di Hitchcock.
Le fobie per ragni, serpenti, clown, squali, etc. derivano sempre da immagini che abbiamo acquisito con gli occhi in televisione, sulle foto, nei film e che sono state associate ad uno stato d’animo ben preciso, per generare le emozioni (della sorpresa e della paura in questo caso) che poi si riattiveranno automaticamente anche alla sola vista di una foto su un giornale o al solo pensiero.
Ovviamente scene di traumi o violenza vissute realmente lasciano una immagine ancor più marcata nella nostra memoria.
E’ importante guardare e non soltanto vedere!
Una madre mentre allatta dovrebbe sempre “guardare” suo figlio perché il neonato si nutre “anche” dello sguardo della madre; e non a caso nei primi mesi di vita madre natura fa “rodare” la vista del neonato, limitandone il solo discernimento di semplici forme in un processo di maturazione dell’apparato visivo, sincronizzandolo con l’olfatto ed il gusto.
Bisogna guardare, discernere e selezionare quello che vogliamo che entri a far parte della nostra esperienza, perché da quel momento ci comparirà automaticamente.
Non si può scegliere sempre cosa vedranno i nostri occhi ma possiamo mettere dei limiti inferiori e superiori a quello che siamo disposti ad acquisire.
In una visione globale dell’individuo la vista appartiene all’elemento fuoco e contiene pertanto la nostra proiezione, la nostra identità nella sua unicità.
E quando questo non è possibile a causa di fattori esterni e stress come traumi, problemi in famiglia o al lavoro, difficoltà relazionali, emotività alterata allora la nostra vista si “autolimita”, favorendo una visione miope per non farci guardare in avanti, oltre la nostra sfera individuale, oppure una visione presbite (e/o astigmatica) se non vogliamo avere consapevolezza di quello che accade all’interno della nostra sfera, vicino a noi.
La psicosomatica individua abbastanza nitidamente le condizioni che permettono una alterazione del campo visivo.
Non a caso, ad esempio, nella fase pre-adolescenziale ed adolescenziale sono frequenti casi di miopia, anche importanti, che dopo qualche anno si risolvono da soli, quando cambia e si ristabilizza la condizione del mondo “oltre il nostro naso”, permettendoci di tornare a proiettare il nostro sguardo verso il futuro che vogliamo costruire.
La vista va rispettata e per il suo buon funzionamento richiede sia una corretta alimentazione ed idratazione interna che l’allenamento nel guardare oggetti vicini, a media distanza e lontani.
Chi svolge una vita all’aperto ha maggiori probabilità di rimandare i disturbi visivi ma nella nostra civiltà odierna siamo ormai circondati da schermi (piccoli o grandi) che ci dicono cosa dobbiamo fare, dove ed in quale modo, non c’è più azione nel lavoro di molte persone che è stato digitalizzato e che quindi non fa più cercare un documento in uno scaffale a diverse altezze, in fascicoli scritti in modi differenti e da interpretare, attraverso movimenti fisici abbinati.
La digitalizzazione ha appiattito la conoscenza e la nostra vista non è più stimolata come dovrebbe ma semplicemente proiettata su uno schermo (che sia un cellulare, un monitor o una tv) in cui può avvenire tutto.
E se riduciamo la visione o la plasticità del modo in cui vediamo le cose, lo stesso accadrà anche per la nostra vita.
Se non riusciamo a proiettarci completamente in tutta la nostra “distanza focale” non potremo vedere bene cosa ci offre la vita, non potremo “zoomare” sui particolari che più ci riguardano e non potremo trasmettere correttamente agli altri sensi l’essenza di quello che dovremmo.
La Nutripuntura® e la Vista
Le ricerche della Nutripuntura, agendo a livello informazionale sui sistemi, le funzioni e le memorie cellulari, hanno individuato con esattezza i terreni che vengono alterati in presenza dei disturbi più frequenti.
Nell’ottica di stimolare l’autoguarigione cellulare non si agirà quindi sul disturbo specifico (es. miopia o presbiopia) ma potrà essere verificata, ed eventualmente ripristinata la corretta vitalità (e quindi la conseguente funzionalità) della circolazione oculare arteriosa e venosa, dell’umor acqueo e dell’umor vitreo, del muscolo ciliare, della cornea, del cristallino e soprattutto della retina (quest’ultima rappresenta una specifica Corrente Vitale).
Lo squilibrio di questi elementi, insieme ad altri, può portare al manifestarsi di disfunzioni o vere e proprie patologie come retinopatie, maculopatie, diplopie, glaucoma, secchezza oculare, alterata percezione di forme e colori, emicranie e tutti i difetti della vista dovuti ad una errata messa a fuoco (miopia, presbiopia, astigmatismo).
La Nutripuntura può verificare anche singolarmente queste informazioni e fornire un immediato sostegno a quelle che dovessero risultare alterate.
E’ stato anche individuato un protocollo specifico per gli interventi con laser, da intendersi come rafforzativo e preparatorio nel pre-intervento e riparativo e lenitivo nel post-operatorio, per favorire una migliore convalescenza e recupero dei sistemi coinvolti.
Sempre in un ottica di prevenzione in modo naturale, la Nutripuntura risulta utilissima, attraverso dei semplici mini-protocolli fai-da-te nel sostenere la vista affaticata a causa di una permanenza prolungata davanti allo schermo o l’esposizione a polveri o agenti atmosferici, favorendo una migliore lacrimazione e la tonicità dell’apparato visivo globale.
Alimentazione e Vista

Anche l’alimentazione svolge un ruolo essenziale nella salute dei nostri occhi e quindi per la nostra vista.
Avremo bisogno innanzitutto di una buona idratazione dall’interno e quindi bere molta acqua (2-3 litri al giorno) per permettere una buona produzione, che è costante, del film lacrimale il quale, oltre a proteggere da agenti esterni, ha anche una funzione di lubrificare lo scorrimento della palpebra sull’occhio per le 20.000 (sì, ventimila!) volte in cui l’occhio si chiude ed apre ogni giorno.
Per questo lavoro instancabile madre natura ha deciso di rinnovare le cellule dell’occhio ogni 20 giorni (a differenza dei 120 di quelle del sangue e dei 500 di quelle del fegato), proprio perché le informazioni e la velocità a cui devono transitare deve corrispondere alla massima qualità visiva e percettiva.
Se madre natura fa tutto questo per la nostra vista automaticamente perché noi stessi non dovremmo dedicarle pochi minuti al giorno per mantenere il tutto in efficienza?
Una corretta alimentazione, ricca di antiossidanti e vitamine ottimali per la vista, dovrebbe comprendere l’assunzione di Luteina e Zeaxantina che sono 2 carotenoidi presenti nella retina e che il nostro corpo non può sintetizzare, dovendoli assumere dall’esterno; per fortuna sono disponibili in alimenti semplici che dovremmo aver cura di inserire nella nostra dieta usuale.
Queste sostanze proteggono l’occhio dallo stress foto-ossidativo assorbendo le lunghezze d’onda della luce blu che se troppo intensa può danneggiare la retina.
E’ stato notato che per alcune patologie dell’occhio come la degenerazione maculare senile, i livelli di luteina e zeaxantina sono sempre molto bassi per cui una dieta ricca di frutta e verdura colorata, fin da bambini è una buona prevenzione per la salute dell’occhio.
Troviamo la luteina soprattutto nelle verdure a foglia verde, in particolare in cavoli, bieta, spinaci, zucchine, avocado.
Sono ricchi di zeaxantina i peperoni rossi e gialli, le carote, la zucca, la patata dolce, il mango e le albicocche.
Per queste 2 sostanze è importante la modalità di assunzione per garantirne l’assorbimento: essendo liposolubili (si sciolgono nel grasso e non nell’acqua) andranno assunte con sostanze oleose come olio a crudo o semi oleosi.
Entrambi non vengono danneggiate da una eventuale cottura purché sia di breve durata e delicata (es. a vapore).
L’unione di una buona prevenzione a tavola, il rispetto di limiti fisiologici, l’esercizio fisico e fisiologico ed il supporto che può fornire la Nutripuntura o altre soluzioni naturali, permette di esprimere meglio la nostra identità e di proiettarla nel “nostro” futuro attraverso una corretta visione e quindi di interpretazione e riconoscimento della realtà.
