Utilizzi quotidiani dell’Argento Colloidale #1
E’ di questi giorni la notizia che sono state ritirate dal mercato nazionale uova fresche confezionate in quanto contaminate dal batterio salmonella.
Al di là dei lotti interessati e dei marchi coinvolti, facilmente reperibili in rete, la grande distribuzione ne ha risentito molto in quanto anche marchi di grandi catene di supermercati sono state interessate.
Ovviamente molte persone si trovano in vacanza, distanti dalle news che occasionalmente potrebbero aggiornare i consumatori oppure sono impegnate (come esercenti) nelle loro attività che magari utilizzano uova ma non “informazione”.
E cosa può succedere?
Può succedere di entrare in contatto col batterio della salmonella, compagno dell’uomo “da sempre” ed innocuo se tenuto alla debita distanza.
Tuttavia può accadere che si sviluppino dei focolai negli allevamenti e, sempre in questi giorni, lo stesso allarme salmonella è stato lanciato anche a Napoli (e non è la prima volta) per le cozze provenienti dalla Spagna.
Come tutti i batteri aerobi, le alte temperature del periodo favoriscono una proliferazione che può divenire di difficile gestione, nonostante le filiere di controllo e gli organismi istituzionali preposti.
Che fare?

Intanto niente panico; sono situazioni che viviamo “da sempre” e che continueremo a vivere sempre.
Il rischio più alto degli effetti della contaminazione è di fatto per i neonati; negli altri casi si va incontro ad una possibile gastroenterite acuta con i classici disturbi intestinali, e sintomatologie correlate.
Il rischio più grande, al di là del malessere e delle caratteristiche tipiche dell’infezione, è quello della disidratazione, in quanto si tende a perdere molti liquidi in breve tempo, portando ad un rapido decadimento delle condizioni fisiche generali e che potrebbe sommarsi a problemi preesistenti, complicando le condizioni di salute della persona.
Dove si trova il batterio salmonella nelle uova?
Diciamo che se nell’allevamento sono presenti galline con l’infezione agli organi genitali allora il batterio potrebbe trovarsi anche nel tuorlo.
In tal caso una cottura per alcuni minuti sopra i 70°C elimina il batterio.
Tuttavia è molto più frequente che il batterio si trovi soltanto sul guscio esterno, qualora l’uovo sia entrato in contatto con le feci infette dell’animale. In tal caso l’apertura dell’uovo espone alla possibile trasmissione dal guscio all’interno.
Come può aiutarci l’Argento Colloidale?
Nel caso di infezione interna dell’uovo sarà soltanto una cottura a farci stare tranquilli ma se vogliamo escludere ulteriori contaminazioni anche nel nostro frigo con altri alimenti (quindi provenienti dal guscio) possiamo “trattare” semplicemente le uova con Argento Colloidale.
Sarà sufficiente metterle in un contenitore di plastica o di vetro, coprirle di acqua e versarci alcune gocce di Argento Colloidale (circa 4 gocce per litro) e lasciarle a bagno per almeno 10-15 minuti, coprendo il contenitore con un coperchio che non faccia passare la luce se l’operazione viene fatta alla luce del giorno l’Argento Colloidale (fotodeperibile) perderebbe le sue caratteristiche in brevissimo tempo, risultando inefficace.
Trascorso il tempo indicato potrete riporre dove volete le vostre uova, a questo punto esternamente sterilizzate.
Ricordiamo che nelle sperimentazioni fino ad oggi eseguite in oltre 100 anni di storia non è stato ancora individuato un agente patogeno per l’uomo (batterio, virus, fungo, etc.) che sia resistito per più di 6 minuti al contatto con l’Argento Colloidale, inclusa la salmonella.
Uno dei tantissimi utilizzi di questo grande alleato della nostra Salute.
Ad maiora.
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